Non accendete quel computer!!!

A volte rimango incantata, quasi affascinata dai grandi meccanismi della PA: i suoi movimenti lenti e perversi ti attirano magicamente, ti invogliano a metterci la mano dentro, perché non puoi credere che ciò che vedi sia vero, tanto è assurdo.

La PA è oramai una vecchia macchina che va piano e inquina tutto ciò che la circonda, vanta una gestione schettiniana ed è dotata di supporti tecnologici buoni solo per un festival steam punk.

Certo i pochi fondi a disposizione contribuiscono al dissesto, ma quello che occorre non è una manciata di denari, semplicemente qualcuno che prima di imporre norme e disposizioni dall’alto accenda un qualsiasi PC di un qualsiasi ufficio per rendersi conto con quali strumenti sono costretti a operare i dipendenti pubblici:

  • accensione di computer datati con processori lenti e sistema Windows, un’agonia che può arrivare a durare anche 2 minuti!
  • varie finestre che si aprono eseguendo controlli mai richiesti: antivirus e antispyware tra cui troneggia l’immancabile McAfee, domande esistenziali quali “vuoi fare questo? e questo? ma sei sicuro?”…
  • desktop organizzati come il cassetto dei calzini di un sedicenne
  • totale mancanza di una organizzazione logica dei file e dei programmi e di un back up giornaliero, o anche solo settimanale, dei dati (e qui ci manca l’archivista)
  • adozione di software scadenti, lenti e costosi.

A tutto questo occorre aggiungere la tipica scioltezza da bradipo con cui i dipendenti si relazionano con i PC (chiaramente parliamo di una generazione che non è nativa digitale, i cui tempi di reazione davanti a un computer sono inversamente proporzionali alla durata delle loro pause caffè): ecco, ora avete scoperto perché negli uffici pubblici è tutto più lento!

Per evitare questo spreco di tempo occorrerebbe avere un personale formato o almeno una persona in ogni ufficio che abbia competenze informatiche decenti. Ma si spera in un personale autodidatta, che invece di lavorare si metta a studiare i nuovi sistemi, mentre i tecnici informatici sono sempre consulenti esterni con poche ore a disposizione.

Un dipendente pubblico costretto a lavorare con Internet Explorer, è come un chirurgo costretto ad operare con un cavatonsille. Quando in un ufficio osservate un funzionario che sta avviando una pratica, magari la vostra, pensate a un pompiere che deve spegnere un incendio con un super liquidator: questi sono gli strumenti in dotazione alla PA!

1: I BROWSER

Credo che la più grande vittima della guerra dei browser sia la PA italiana. Su ogni computer troverete installati allo stesso tempo:

  • Internet Explorer che, nonostante ballot screen imposto dall’Antitrust europea (e da poco scaduto), continua a regnare sui PC perché è il browser indispensabile per circa la gran parte dei sistemi utilizzati dalla PA dal protocollo (ESPI) ai pagamenti del MEF (GEKO);
  • Chrome, che se già non lo trovi preinstallato sul PC lo scarichi, pur non volendo, attraverso l’installazione di qualche altro programma;
  • FireFox, installato quasi sempre per disperazione dai dipendenti perché chiaramente è più comodo e più usato.

Un accenno speciale lo meritano i toolbar che popolano questi browser: sono tutti lì sotto la barra di navigazione (Ask, eBay, Yahoo, Amazon…), ma nessuno sa come ci sono arrivati.

2: LICENZE VS OPENSOURCE

Va be, lo diciamo?? I computer della Pubblica Amministrazione italiana pullulano di programmi craccati, come ogni Windows adottato dalle famiglie italiane. Ora, possiamo prenderne atto e discuterne o continuare a far finta di niente.

Come sapete, programmi quali MicrosoftOffice o Photoshop sono a pagamento, e – quando non craccati – sono profumatamente pagati dallo Stato. Per questo i ministeri hanno iniziato a promuovere l’adozione si software opensource: OpenOffice o LibreOffice come suite d’ufficio, Gimp in sostituzione di Photoshop. Una iniziativa lodevole, ma mi chiedo: come è possibile che da una parte si spinge verso l’opensource e dall’altra si continuano ad adottare software che funzionano solo su Windows???

Non mi puoi mandare una circolare chiedendomi di installare Linux sui PC e poi costringermi ad usare strumenti che funzionano solo con IE!

3: microsoft Vs linux

Alla fine il conflitto licenze Vs opensource rimanda sempre alla dicotomia Microsoft/Linux. Scusate, non per fare quella che difende i pinguini, ma lo sapete quanti soldi può risparmiarsi lo stato adottando Linux? L’adozione di Linux ha fatto risparmiare alla città di Monaco di Baviera circa 10 milioni!

windows-linuz

Al risparmio in termini monetari va aggiunta la sicurezza dei nostri dati e la sanità mentale dei dipendenti sempre alle prese con virus, malware, spyware… che anti-virus gratuti non riescono a debellare. Parliamo di milioni di dati sensibili messi in pericolo ogni giorno. Come saprete, su Linux non girano virus: regna la pace dei sensi.

Se i dipendenti pubblici non rivendicano strumenti per lavorare meglio, dovremmo farlo noi cittadini: sono stanca dei tempi di attesa davanti agli sportelli, mi preoccupa che i miei dati siano conservati su PC non sicuri e, soprattutto, non mi va che i miei soldi siano spesi inutilmente!

Non chiedo allo Stato di elargire grandi finanziamenti, né ai politici di ridursi gli stipendi, quello che chiedo non costa, anzi fa risparmiare: voglio l’opensouce!

#opensourceforPA

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