Presentazione dell’Atlante Storico delle Stragi Nazi-fasciste

Ieri a Ortona, in occasione della giornata della memoria, si è tenuto l’incontro pubblico “Maippiù. Discorsi su quello che non dovrà mai più accadere” a cui hanno partecipato Enzo Fimiani (direttore della Biblioteca Provinciale di Pesca) e Nicola Palombaro (storico), presentando il progetto dell’Atlante Storico delle Stragi Nazi-fasciste, Daniel De Lucia (linguista) con un interessante intervento sulle lingue ebraiche, Saverio Di Tullio, autore di “1943: la via per Ortona. Storia a fumetti della battaglia di Ortona” e Sebastiano Fezza (cineoperatore della Rai) che ha riportato la sua esperienza da inviato di guerra per ricordare i genocidi in atto oggi.

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Approfitto dell’evento per presentare anche in questa sede l’Atlante Storico delle Stragi Nazi-fasciste, progetto a cui ho avuto l’opportunità di lavorare assieme ad altri ricercatori: Ilaria del Biondo (coordinatrice dei lavori insieme a Nicola Palombaro), Stefania Di Primio, Silvia Checchia, Claudia Piermarini, Alessia D’Innocenzo, Marco D’Urbano e molti altri che volontariamente hanno partecipato al lavoro di ricerca.

Non avevo mai scritto di questo progetto perché non sarei mai stata in grado di sintetizzarlo in un post. Un lavoro enorme, che centinaia di ricercatori stanno svolgendo in tutta Italia: un censimento delle stragi nazi-fasciste compiute su tutto il territorio italiano tra il 1943 e il 1945, materiale che verrà rielaborato dal gruppo di ricerca centrale guidato dal Professor Paolo Pezzino dell’Università di Pisa.

Attraverso gli interventi di Enzo Fimiani e Nicola Palombaro, cercherò di descrivere il progetto e il suo valore dal punto di vista civile e storico.

Enzo Fimiani: Il progetto Atlante delle stragi nazifasciste in italia

L’olocausto non condivide con le stragi di civili il solo contesto storico o l’efferatezza dei carnefici, ma il profilo delle vittime: in entrambi i casi a pagare sono stati donne, bambini e anziani, che con la guerra non avevano nulla a che fare, che dalla guerra scappavano, rifugiandosi nelle campagne e nei boschi.

Fimiani_27.01.2015Gli episodi recensiti sino ad oggi ci hanno dimostrato che, contrariamente a quanto si pensava, la gran parte delle violenze non sono state compiute per rappresaglia o contro partigiani, ma senza apparente motivo nei confronti di civili inermi. Si contano circa 15.000 vittime, una vera e propria “tragedia di civili triturati dalla grande storia” (Fimiani).

Gli italiani hanno conservato una “memoria a macchia di leopardo” (cit.) su quanto accaduto, la nostra non è una memoria consolidata su una coscienza civile, ma su necessità contingenti. Siamo un paese in grado di commuoversi per i morti di Nassirya e rimuovere completamente le migliaia di vittime del nazi-fascismo.

La tendenza a non fare i conti con la propria storia  – propria perché a collaborare con i nazisti c’erano i fascisti italiani, i repubblichini: spie, torturatori e assassini – si è confermata con le vicende della Commissione Parlamentare d’Inchiesta, chiamata a far chiarezza sull’Armadio della vergogna, quello in cui per cinquantanni sono stati seppelliti i nomi dei mandanti e degli assassini. I risultati non sono mai stati discussi in Parlamento.

Anche per l’olocausto l’Italia vive un’amnesia storica: quando l’Europa istituì il 27 gennaio come “Giornata della Memoria”, chiese ad ogni paese di scegliere anche un altro giorno, uno che avesse un valore particolare per la propria storia nazionale. La Francia scelse il 16 luglio, giorno del rastrellamento del Vélodrome d’Hiver a Parigi; e l’Italia? Si propose il 16 ottobre, data della deportazione di 1.259 persone dal Ghetto di Roma. Ma si propose, e basta.

Come conclude Fimiani: “non basta ricordare, ci vuole l’impegno di conoscere, riconoscere pezzi della nostra storia, anche se non edificanti”.

Nicola Palombaro: le stragi in abruzzo

Un profilo storico e strettamente legato al nostro territorio è stato dato da Nicola Palombaro, che ha parlato di un vero e proprio buco nero per la storia dell’Abruzzo, sia perché non conosciamo il numero esatto dei morti, sia perché è proprio nel nostro territorio che è nato un nuovo modo di fare la guerra: la guerra ai civili.

NicolaPalombaro_27.01.2015Le azioni tedesche non sono da ricondurre a rappresaglie, ma a veri e propri atti di terrorismo contro la popolazione. Una violenza verso i civili che inizia con l’arrivo della 1a divisione paracadutisti (subentrati ai granatieri). Sono da ricondurre proprio a questo reparto le stragi di Limmari a Pietansieri e quella di Santa Cecilia a Francavilla al Mare.

La teoria di Palombaro è molto interessante e apre nuove prospettive sulla guerra in Abruzzo, perciò vi consiglio la lettura del libro “Secondo i nostri interessi” nel quale lo storico, analizzando i documenti del Allied Control Commission (in particolar modo la relazione Compagnucci Compagnoni, delegato provinciale del Patriot Branch), ripercorre le storie dei partigiani abruzzesi e delle stragi compiute dai nazi-fascisti.

iL PROGETTO

Comitato scientifico

Luca Baldissara, Università di Pisa; Enzo Fimiani, Direttore Biblioteca provinciale “G. D’Annunzio”, Pescara; Marcello Flores, Università di Siena e Direttore scientifico dell’INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia); Gianluca Fulvetti, Università di Pisa e Direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Lucca; Carlo Gentile, Università di Colonia (RFT); Gabriella Gribaudi, Università “Federico II”, Napoli; Lutz Klinkhammer, Deutsche Historische Institut in Rom; Claudio Silingardi, Direttore generale dell’INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia); Toni Rovatti, Università di Bologna.

Sintesi

Il progetto si propone di censire, catalogare e analizzare le stragi di popolazione civile commesse dall’esercito tedesco e da reparti della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo l’8 settembre 1943, realizzando un banca dati che chiameremo “Atlante delle stragi di civili in Italia”. La banca dati consentirà l’elaborazione di un “libro della memoria”, contenenti i nomi di tutte le vittime dei massacri, e vedrà una elaborazione dei dati (su base cronologica e geografica) in grado di definire una “cronografia della guerra nazista in Italia”.
Sono previsti anche un sito web, un seminario iniziale per vagliare le ipotesi e la metodologia della ricerca ed un convegno finale per esporne i risultati, la pubblicazione a stampa dell’Atlante.

2 pensieri riguardo “Presentazione dell’Atlante Storico delle Stragi Nazi-fasciste

  1. Condivido la lodevole iniziativa ed auguro che la pubblicazione possa essere portata in visione del
    pubblico appena i lavori saranno terminati.
    Ing.Michele POTENZA/Ricercatore storico WW II

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