Un nevoso pomeriggio all’Agenzia delle Entrate: e Partita IVA fu!

Perché uscire di casa con un allerta meteo in corso il pomeriggio del penultimo giorno dell’anno? Ebbene si, la minaccia di Renzi di aumentare l’IVA (dal 5% al 15%) e di abbassare il livello dei ricavi per accedere alla tassazione agevolata (da 30.000€ a 15.000€) sulle nuove Partite Iva del 2015, mi ha spinto ad anticipare l’apertura della mia!

In realtà – ancora dubbiosa – mi sono recata in quell’orribile posto soprattutto per chiedere informazioni, che ovviamente non ho ricevuto. L’omertà dei dipendenti in merito alle nuove disposizioni e la scoperta di essere solo una dei molti disperati che si sono recati in questi ultimi giorni dell’anno ad aprire la P.IVA, mi hanno condotta alla fatidica decisione. Ed eccomi tra la schiera dei lavoratori indipendenti!

Non mi pento della scelta, almeno quando Renzi deciderà cosa fare con le Partite Iva avrò la possibilità di scegliere tra l’attuale regime e il nuovo.

LA PARTITA IVA DELL’ARCHIVISTA

Essendo ancora parzialmente giovane, come accennato, ho potuto scegliere il regime agevolato per i giovani imprenditori (art. 27 del dl n.98/2011) che gode di un’esenzione parziale per l’IVA.

Alcuni archivisti lavorano con il codice Ateco: 74.90.93 “Altre attività di consulenza tecnica”, ma essendocene uno su misura su cui, contrariamente a quest’ultimo, non gravano studi di settore, mi è sembrato naturale scegliere quello. Mi piacerebbe sapere chi lavora con il 74 perché l’ha scelto e come ci si trova [un sincero invito a chi leggerà questo post].

Il codice Ateco che ho scelto io è 91.01.00 “Attività di Biblioteche ed Archivi”, che prevede:

  • attività di documentazione ed informazione di biblioteche di qualsiasi genere, sale di lettura, auditori e sale di visione, archivi pubblici, destinati al pubblico in generale o ad un’utenza specializzata, quali studenti, studiosi, membri di società o di associazioni, è inclusa anche la gestione di archivi governativi: organizzazione di una raccolta, specializzata o meno, allestimento di cataloghi, conservazione e prestito di libri, carte geografiche, riviste, pellicole, dischi, nastri, opere d’arte eccetera, attività di ricerca finalizzata a soddisfare le richieste di informazioni eccetera
  • archivi di foto e film e servizi connessi
  • attività di bibliotecari ed archivisti indipendenti.

Ma da cui sono esclusi: noleggio di videocassette (e questo lo posso accettare, infondo in tempi di streming e torrent quello del noleggiatore di videocassette – si badi bene che non si parla nemmeno di DVD- è un lavoro difficile!) e attività di banche dati. Attività di banche dati escluse??? Ciò vuol dire che se devo creare un database per l’inventario digitale di un fondo non posso farlo?? Non ho avuto il coraggio di chiederlo al funzionario, ero stanca di vederlo fare “spallucce”. Ma davvero in un mondo in cui gli archivisti avranno sempre più a che fare con contenuti digitali (pensiamo alla figura dell’Info Pro di cui abbiamo già parlato) non è contemplata l’attività di banche dati? Ma soprattutto, con “attività di banche dati” cosa si intende? La loro creazione o la loro gestione? Mah! Iniziamo bene!

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4 pensieri riguardo “Un nevoso pomeriggio all’Agenzia delle Entrate: e Partita IVA fu!

  1. “Attività di banche dati escluse??? Ciò vuol dire che se devo creare un database per l’inventario digitale di un fondo non posso farlo??”

    Da quello che segue sotto puoi farlo a patto di non elaborare tu i dati presenti… quando si realizza un database per un cliente si crea il software per gestirlo e aggiornarlo e non il caricamento dei dati che, salvo accordi diversi, è sempre a carico del cliente 🙂

    http://www.codiciateco.it/elaborazione-dati/J-63-1-1-1
    – attività di elaborazione dei dati inclusa l’elaborazione completa e la realizzazione di report specifici ottenuti in base ai dati forniti dai clienti
    – erogazione di servizi automatizzati di elaborazione e data entry

    http://www.codiciateco.it/gestione-database–attivita-delle-banche-dati-/J-63-1-1-2
    – fornitura a terzi, in qualsiasi modalità, di dati provenienti da banche dati

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    1. Grazie Pavel per il tuo interessantissimo commento.

      Quindi, se ho capito bene, dovrei aggiungere al codice Ateco che ho anche il 63.11.19?

      Il più delle volte quando un archivista deve creare un database, o è affiancato da un informatico, o usa software già esistenti (tipo http://www.xdams.org).

      Comunque quello che volevo dire nel post è che il profilo del codice Ateco non corrisponde ai servizi offerti dagli archivisti (oltre alla creazione di inventari on line e gestione database, non appaiono altri servizi quali trascrizioni, edizione e revisione di inventari…).

      Io al Codice Ateco per archivista ho affiancato quello per le ripetizioni private e quello per insegnare l’Italiano agli stranieri… ma quanti ne devo mettere ancora????

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