Manuale dell’Info Pro

Per Natale mi voglio e vi voglio regalare questo attuale e divertente Manuale, scritto da Deborah Fanslow per la rivista DAMNEWS. Il testo è tratto da un articolo diviso in due parti intitolato “Who needs a DAM Librarian?”. Rimando a un successivo post le osservazioni sul profilo dell’Information Professional delineato dalla Fanslow.

NB: Perdonate alcune imprecisioni nella traduzione, non è semplice trovare il corrispettivo italiano di professioni che in Italia non sono ancora ben delineate (ed anche questo aspetto merita una riflessione a parte!).

Una guida pratica

Questa guida ti aiuterà a capire che tipo di Info Pro puoi incontrare nella giungla lavorativa. Se per gestire le tue risorse digitali hai bisogno di un Info Pro, devi imparare a conoscere  le competenze di base comuni a tutta la famiglia dei professionisti della gestione delle informazioni, nonché le abilità specifiche che i singoli esemplari potrebbero avere come membri di una determinata specie.

Attenzione: se ti trovi faccia a faccia con un Info Pro e sei incaricato di valutarne preparazione ed esperienza, sei avvisato – sebbene tutti gli Info Pro condividono una conoscenza comune di principi e pratiche di gestione delle informazioni, c’è una grande differenza tra le varie specie legata al tipo di specializzazione, alle precedenti esperienze lavorative, alle personalità individuali e altre mutazioni.

ManualeInfoPro

Information Professional

CLASSIFICAZIONE TASSONOMICA

  • Famiglia: Hominidae
  • Genere: Information Professional
  • Specie: Digital Librarian, Digital Archivist, Digital Curator, Digital Steward, Digital Media Manager, Digital Asset Manager, Data Curator, Knowledge Manager, Records Manager, Content Manager, Information Architect, Digital Strategist, Information Technology Analyst… e molte altre specie che devono ancora essere catalogate.

DESCRIZIONE

L’Information Professional è un peculiare gruppo di specie presente in molte varietà di habitat, tutti caratterizzati da ricchezza di informazioni. L’aspetto varia; sono finiti i giorni in cui si potevano distinguere dai loro occhiali e cardigan, i moderni Info Pro possono avere piercing, tatuaggi e capelli viola e, di tanto in tanto, indossano anche dei completi. Le loro abilità sono diverse tanto quanto il loro aspetto e, per la cronaca, alcuni non hanno mai lavorato con un libro stampato o in una biblioteca fatta in calce e mattoni. Gli esemplari di Info Pro spesso manifestano le seguenti disposizioni: curiosità perenne, creatività, fluidità tecnica, bisogno compulsivo di creare ordine dal caos, un’intensa passione per la condivisione delle informazioni.

COMPORTAMENTO

Esemplari di ogni specie di Info Pro possono essere visti saccheggiare con sfrenato entusiasmo scorte di contenuti trascurati, esclamando: “Non ti preoccupare! So cosa fare con tutto questo… centralizziamolo, standardizziamolo, cataloghiamolo e condividiamolo!”. Più di un paio di esemplari sono stati scovati a esclamare: “Ci deve essere un modo migliore per rendere queste informazioni accessibili!”. Sono spesso visti promuovere l’utilizzo di sistemi di gestione delle risorse digitali per organizzare, descrivere, gestire, distribuire, mettere in sicurezza, conservare e fornire l’accesso ai contenuti digitali.

HABITAT

  • Habitat tradizionale: librerie, archivi e musei.
  • Habitat moderno: ubìquo.

CAMPO

L’Info Pro lavora sul luogo e in remoto, ovunque ci siano dati da gestire.

DISCENDENZA

Anche se tutte le discipline di gestione delle informazioni hanno lo stesso metodo intellettivo di organizzare e fornire accesso alle informazioni, necessariamente il tipo di informazioni raccolte, i principi organizzativi utilizzati e il contesto in cui le informazioni si creano differiscono all’interno delle comunità specifiche in base alle strategie ritenute più appropriate per consentire un accesso ottimale a tali informazioni. In un discorso rilasciato verso la fine della sua brillante carriera (lettura d’obbligo per tutti gli Info Pro), la Bates ha osservato che, storicamente, la pratica della gestione delle informazioni si è sviluppata in seno alle istituzioni fisiche che ospitavano le collezioni di informazioni: biblioteche, archivi e musei (anche affettuosamente conosciute come LAMs – Libraries Archives Museums) (Bates, 2012).

  • SCIENZE LIBRARIE: sin dalla sua nascita, alla fine del XIX secolo, la disciplina delle scienze librarie è stata fondamentalmente incentrata sull’organizzazione, la gestione e l’accesso alle raccolte di informazioni per gli utenti (Estabrook 2009). I metodi, gli standard e la pratica della classificazione e catalogazione delle risorse ai fini del loro recupero all’interno dei sistemi informativi è ben consolidata all’interno della comunità bibliotecaria. Poiché storicamente le raccolte librarie erano composte per lo più da risorse duplicate, l’efficienza era ottenuta attraverso la centralizzazione, la standardizzazione e la condivisione – non solo delle risorse, ma anche dei metadati utilizzati per descrivere e fornire l’accesso a tali risorse (Taylor, 2009). Per questo motivo, le strategie di centralizzazione, standardizzazione e condivisione sono praticamente state impresse nel codice genetico di questa specie.
  • SCIENZE INFORMATICHE: originarie della fine del XIX secolo (e conosciute dapprima come il campo della “documentazione”) le scienze informatiche si sono inizialmente concentrate su informazioni scientifiche, tecniche e mediche – tendenza dovuta alla base dei suoi praticanti provenienti dai settori scientifici e industriali, alla ricerca di modi per gestire grandi quantità di dati e risorse. In contrasto con l’attenzione rivolta dai bibliotecari alla gestione delle collezioni, “le scienze informatiche si occupano dellinformazione stessa e delle sue rappresentazioni quale informazione è; come rappresentarla; come capire le sue funzioni; come viene utilizzata; e come progettare sistemi per organizzare, classificare e recuperare le informazioni (Estabrook, 2009). Oggi le scienze informatiche si concentrano non solo sulle informazioni, ma anche sull’interazione tra le persone e i sistemi informativi.LIS01
  • SCIENZE LIBRARIE E INFORMATICHE: la disciplina delle Scienze Librarie e Informatiche è nata in America, dove è anche conosciuta come LIS (Library and Information Science). Negli anni ’50 le discipline dell’informatica e della comunicazione si congiungono e circa un decennio dopo si uniscono alle scienze librarie (Estabrook, 2009). La sfida di organizzare informazioni, creare strumenti per il recupero dei dati e comunicare con gli utenti ha rappresentato un terreno comune ad entrambe le discipline.
  • GESTIONE DI ARCHIVI E DOCUMENTI: la discipline della gestione degli archivi e dei documenti sono strettamente collegate e sono comunemente viste come pratiche complementari. A seconda delle pratiche culturali, possono essere considerate come un’unica disciplina o come discipline separate. La gestione dei documenti nasce negli Stati Uniti tra gli anni ’50 e ’60, nota anche come RIM (Records Information Menagement) si sviluppa come risposta alla necessità di gestire grandi volumi di documenti amministrativi e i loro contenuti. Benedon (2010) definisce il documento come “informazione registrata – indipendentemente dal mezzo o dalle sue caratteristiche -, effettuata o ricevuta da una organizzazione, che è prova delle sue operazioni e per il suo valore richiede la conservazione per un determinato periodo di tempo” (p. 2133). La disciplina della gestione documentale si occupa dell’intero ciclo di vita dei documenti istituzionali (dalla creazione alla disposizione finale) ed evidenzia il valore “amministrativo, finanziario, legale, operativo e storico dei documenti” (Benedon, 2010, p. 2133). SCIENZE ARCHIVISTICHE: nate alla fine del XIX secolo in Francia, si concentrano sulle pratiche della gestione di archivi pubblici e storici. Diversamente dal record manager, che si occupa di documentazione corrente, l’archivista si concentra sull’accesso a risorse di valore duraturo, assieme al contesto in cui esse sono state create. Garantire la provenienza, l’autenticità e la conservazione è fondamentale per preservare tale contesto. Poiché solitamente gli archivi contengono articoli unici, la standardizzazione è nata recentemente in concomitanza con la progressiva affermazione degli archivi digitali (Taylor, 2009). Vista l’importanza data alla conservazione dell’ordine originario dei documenti storici, gli archivi cartacei sono stati tradizionalmente organizzati per provenienza (origine) e al loro interno per strutture gerarchiche che riflettono l’ordine originario dei documenti nel momento della loro acquisizione. Nel mondo digitale, chiaramente, i documenti non vivono in un unico posto.
  • MUSEOLOGIA: le scienze museali emersero inizialmente come una disciplina accademica indipendente, tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del Novecento (Schwarzer, 2009). Forse la più complessa delle tradizionali istituzioni culturali, il museo, ospita non solo collezioni di materiali visivi unici e manufatti culturali, ma possiede anche biblioteche, archivi istituzionali e programmi di gestione dei documenti. Schwarzer (2009) afferma che, sebbene la museologia ha avuto una grande crescita nel corso degli anni Novanta, i dibattiti sul dove dovrebbe essere collocata tre le altre discipline accademiche, continuano.
  • SISTEMI DI GESTIONE DELLE INFORMAZIONI: nata negli anni ’60, l’information system (o MIS, Menagement Information System), è definita dall’Università di Sidney come “una disciplina applicata che studia i processi di creazione, il funzionamento e il contesto e le conseguenze sociali di un sistema che manipola informazioni” (par. 1). Come per tutte le discipline di gestione delle informazioni, l’interazione tra gli utenti e i sistemi di informazione è un tema centrale.

INTERRUZIONI DELLA SPECIE E ADATTAMENTI

Dopo l’arrivo di Internet nei primi anni ’90, il bisogno di garantire un accesso digitale alle biblioteche e ai fondi archivistici spinge la specie tradizionale di bibliotecari e archivisti a rivedere le proprie competenze per raccogliere la sfida. Così “bibliotecari digitali” e “archivisti digitali” si uniscono alla famiglia degli Info Pro:

  • BIBLIOTECONOMIA DIGITALE: logica estensione di quelle fisiche, le biblioteche digitali, così come furono inizialmente concepite, erano concentrate sulla creazione e conservazione delle collezioni digitali da mettere al servizio degli utenti. Calhoun (2014) sostiene: “le biblioteche digitali sono: 1 un luogo di ricerca e pratica con partecipanti provenienti da ogni disciplina e professione, soprattutto nel campo dei computer, dell’informatica e delle scienze librarie, editoria, sistema dei beni culturali e del settore educativo. 2 Sistemi e servizi, spesso pubblicamente disponibili, che (a) consentono l’avanzamento della conoscenza e della cultura; (b) contengono contenuti digitali (oggetti o link ad oggetti, annotazioni e metadata) destinati a soddisfare le esigenze di una determinata comunità; (c) spesso usano un’architettura che per prima emerse nei computer e nelle scienze informatiche e che nel contesto bibliotecario offre dei repository, meccanismi che supportano ricerche e altri servizi, identificatori di risorse, e un interfaccia utente (uomo e macchina)” (p.18).
  • ARCHIVI DIGITALI: la Galloway (2009) ha scritto: “Gli archivi digitali emersero durante gli anni ’90 come supporto obbligatorio per la contabilità nei governi e per le pubblicazioni digitali nel mondo accademico. I suoi concetti sono regolati generalmente dalla teoria archivistica, mentre molte delle sue pratiche sono state sempre più prese in prestito dalla biblioteconomia e dall’informatica(p. 1518).

La Galloway sostiene che l’obiettivo degli archivi digitali differisce da quello delle biblioteche e degli archivi delle comunità per i tipi di materiali che essi contengono e per i principi di conservazione delle informazioni che si sono sviluppati per supportare il recupero dei dati nei loro rispettivi contesti (2009). Evidenzia, inoltre, l’importanza dell’unità tra la prospettiva libraria e archivistica e prevede una convergenza dei due campi.

LA SOPRAVVIVENZA DEL DIGITALE

Con la migrazione dei dati dall’analogico al digitale, il bisogno di preservare le informazioni digitali in poco tempo diventa una questione di fondamentale importanza. La conservazione del digitale è sempre stata parte della ricerca e della pratica all’interno della biblioteconomia e dell’archivistica digitali; oggi l’argomento è di grande interesse in ogni settore.

  • CONSERVAZIONE DIGITALE: il tema della conservazione digitale ha sviluppato al suo interno una vera e propria ricerca interdisciplinare (Chanod, Dobreva, Rauber, Ross, & Casarosa, 2010). Fin dai primi anni 2000, coalizioni e programmi nazionali e internazionali sono stati istituiti per aiutare anticipatamente il settore. Definizioni di conservazione digitale derivanti da due di queste iniziative sottolineano la gestione attiva dei contenuti digitali nel tempo: Library of Congress: la conservazione digitale è la gestione attiva dei contenuti digitali nel tempo per garantirne il costante accesso. Digital Preservation Coalition: [la conservazione digitale] Si riferisce alla serie di attività necessarie per garantire la continuità di accesso ai materiali digitali per tutto il tempo necessario.

ESPANSIONE DI CAMPO

Non ci volle molto al settore privato per entrare in azione e sfruttare i principi di lunga data di gestione delle informazioni con le nuove tecnologie per aiutare a gestire le informazioni all’interno del mondo aziendale. Nel corso degli anni ’90, ulteriori specie di Info Pro si sviluppano nel settore privato, mettendo in pratica nei settori di business i principi della gestione documentale:

  • KNOWLEDGE MANAGEMENT (KM): alla metà degli anni ’90, i primi sostenitori del KM sono stati i consulenti che hanno fatto emergere la condivisione della conoscenza come risorsa aziendale. I consulenti videro nella tecnologia intranet un fattore chiave per l’acquisizione, la gestione e la condivisione della conoscenza all’interno delle organizzazioni. Naturalmente le pratiche di gestione della conoscenza si estesero per includere le esigenze degli utenti, fino ad accogliere anche conoscenze esterne all’organizzazione (Koenig & Neveroski, 2011).
  • INFORMATION ARCHITECTURE (IA): due bibliotecari, Peter Morville e Louis Rosenfeld, nel 1998 pubblicarono il Polar Bear Book – e il campo dell’IA nacque. In riferimento alla prima edizione, Morville e Rosenfield, dichiararono “l’Information Architecture per il Word Wide Web è l’applicazione dei principi dell’architettura e delle scienze librarie al design dei siti web”. L’Information Architecture Institute fornisce queste tre definizioni di IA:

1- Progettazione strutturale degli ambienti informatici condivisi

2- L’arte e la scienza di organizzare ed etichettare siti web, intranet, comunità on line e software per supportare l’usabilità e la reperibilità

3- Un insieme di pratiche emergenti incentrate sul portare i principi del design e dell’architettura nel panorama digitale.

SPECIE IBRIDE E CONVERGENZE

Come le biblioteche digitali, gli archivi digitali e le discipline che si occupano di conservazione digitale continuano ad evolversi, le previsioni della Galloway si stanno avverando. Nuovi programmi disciplinari, coalizioni e iniziative sono emerse e continuano ad evolversi combinando la conoscenza e l’esperienza sviluppata all’interno di tutte queste comunità.

  • TUTELA DIGITALE (Digital Curation): Higgins (2011) associa lo sviluppo della Digital Curation all’istituzione del Digital Curation Center (DCC), un’organizzazione con sede nel Regno Unito il cui DCC Curation Lifecycle Model illustra adeguatamente sia il concetto di gestione che quello di conservazione dei beni. Higgins (2011) nota che “nel Regno Unito l’enfasi strategica per la gestione dei materiali digitali a lungo termine si è spostata gradualmente da una tutela passiva a una conservazione attiva. Dopo un periodo di definizione e consolidamento, la materia vanta oggi una base internazionale professionale, un programma di ricerca di in via di sviluppo, strumenti pratici e progetti di collaborazione e una forza lavoro altamente specializzata” (p. 84). La definizione data da Abbott (2008) di questa nuova materia come “gestione e conservazione a lungo termine dei dati digitali” può essere vista come una espansione della definizione della conservazione digitale fornita dal Library Congress, con l’inclusione della componente “gestione attiva” (par. 1). Inizialmente incentrata sulla tutela dei dati di ricerca, la disciplina è cresciuta fino a comprendere una comunità internazionale di organizzazioni e professionisti in tutti i settori industriali, e continua ad evolversi tutt’oggi.
  • GESTIONE DIGITALE (Digital stewardship): Butch Lazorchak (2011), un archivista digitale legato al National Digital Information Infrastructure and Preservation Program, ha descritto le sottili differenze che intercorrono tra la digital curation e la digital stewardship: “Curation è un concetto utile per descrivere l’evoluzione dell’intero ciclo di vita della conservazione digitale, ma si concentra solo sulle attività a sostegno della costruzione e gestione di collezioni di risorse digitali, precludendosi, in tal modo, un approccio più ampio per la gestione dei materiali digitali […]. Il concetto di Stewardship è nato tra gli ambientalisti, ma l’idea di conservare le risorse per le generazioni future già da tempo era presente nella comunità dei conservatori digitali” (par. 7). […] La digital stewardship unisce in modo soddisfacente la conservazione e la gestione in un’unica felice famiglia: assimilando l’approccio della tutela a lungo termine con le biblioteche digitali e l’archiviazione di documenti elettronici, accrescendo l’interesse della comunità scientifica digitale nella ricerca di mezzi per gestire i materiali digitali, pur continuando a sottolineare la conservazione digitale come il nucleo centrale dell’azione” (par. 11).

Nella descrizione del loro Digital Stewardship Certificate, la Simmons School of Library and Information Science afferma che “la Digital stewardship rappresenta un campo interdisciplinare emergente di studio e di pratica che collega le discipline informatiche.” Notando che i termini digital curation e digital stewardship sono spesso usati come sinonimi, Cloonan e Mahard (2010) hanno così giustificato la scelta di digital stewardship come il termine preferito: “Alla Simmons, abbiamo deciso di utilizzare il termine digital stewardship perché vogliamo che gli studenti pensino all’ambiente sociale, culturale, economico e politico in cui risiedono le collezioni” (p. 2).

REFERENCES

Abbott, D. (2008). What is digital curation? Digital Curation Centre: Edinburgh, UK. Retrieved from http://www.dcc.ac.uk/resources/briefing-papers/introduction-curation/what-digital-curation

About – Digital Preservation (Library of Congress). (n.d.). Retrieved from http://www.digitalpreservation.gov/about/

Bates, M. J. (2007). Defining the information disciplines in encyclopedia development. Information Research, 12(4) paper colis29. Retrieved from http://www.informationr.net/ir/12-4/colis/colis29.html

Bates, M. J. (2012). The information professions: Knowledge, memory, heritage. Association for Library and Science Education conference. Dallas, TX. Retrieved from http://pages.gseis.ucla.edu/faculty/bates/articles/pdf/InfoProfessions.pdf

Benedon, W. (2010). History of Records and Information Management. In Encyclopedia of Library and Information Sciences, Third Edition. Taylor and Francis: New York

Calhoun, K. (2014). Emergence and definitions of digital libraries. In Exploring digital libraries: Foundations, practice, prospects. London: Facet Publishing

Chanod, J., Dobreva, M., Rauber, A., Ross, S. & Casarosa, V. (2010). Issues in digital preservation: towards a new research agenda. In: Automation in Digital Preservation, 18-23 July 2010, Schloss Dagstuhl, Germany. Retrieved from http://www.academia.edu/2855128/Issues_in_digital_preservation_towards_a_new_research_agenda

Cloonan, M. & Mahard, M. (2010). Collaborative Approaches to Teaching Digital Stewardship: Classroom, Laboratory, and Internships. Cooperation and Collaboration in Teaching and Research: Trends in Library and Information Studies Education. Retrieved from http://euclid-lis.eu/conferences/index.php/IFLA2010/IFLA2010/paper/view/4

Guru Talk: John Horodyski – Optimity Advisors. (2014, March 24). Retrieved from http://damguru.com/guru-profile-john-horodyski/

DCC Curation Lifecycle Model. (n.d.). Retrieved from http://www.dcc.ac.uk/resources/curation-lifecycle-model

Digital Stewardship Certificate. (n.d.). Retrieved from http://simmons.edu/slis/programs/postmasters/digital-stewardship/index.php

Estabrook, L. S. (2009). Library and Information Science. In Encyclopedia of Library and Information Sciences, Third Edition. Taylor and Francis: New York

Galloway, P. (2009). Digital Archiving. In Encyclopedia of Library and Information Sciences, Third Edition. Taylor and Francis: New York

Higgins, S. (2011). Digital Curation: The Emergence of a New Discipline. International Journal of Digital Curation, 6(2), 78-88. doi:10.2218/ijdc.v6i2.191

Introduction – Definitions and Concepts. (n.d.). Retrieved from http://www.dpconline.org/advice/preservationhandbook/introduction/definitions-and-concepts

Lazorchak, B. (2011). Digital Preservation, Digital Curation, Digital Stewardship: What’s in (Some) Names? Retrieved from http://blogs.loc.gov/digitalpreservation/2011/08/digital-preservation-digital-curation-digital-stewardship-what’s-in-some-names/

Koenig, M. & Neveroski, K. (2011). Knowledge Management: Early Development. In Encyclopedia of Library and Information Sciences, Third Edition. Taylor and Francis: New York

Schwarzer, M. (2009). Museum Studies. In Encyclopedia of Library and Information Sciences, Third Edition. Taylor and Francis: New York

Taylor, A. (2009). The organization of information (3.rd ed.). Westport, Conn.: Libraries Unlimited

The University of Sydney. (n.d.) The Information Systems Discipline at the University of Sydney. (n.d.). Retrieved from http://sydney.edu.au/engineering/it/~jonpat/Information_Systems/IS_propaganda/IS_mission_statement.html

Annunci

3 pensieri riguardo “Manuale dell’Info Pro

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...